Mappa di Senigallia

Nel 2016, tra impegni di lavoro e studio, ha visto la luce anche la mappa di Senigallia.
La ripropongo a una dimensione che le rende finalmente un po’ di giustizia.
Questa mappa segna un cambiamento: la sua posizione non segue i punti cardinali e di conseguenza il mare Adriatico è a sinistra. Del resto la nostra visione del mondo è cambiata dall’invenzione della mongolfiera, dei dirigibili, degli aeroplani, dei satelliti e infine di Google Earth.
Ho immaginato di valorizzare il porto ed il fiume Misa mettendoli in primo piano. In questo modo chi osserva è già dentro la città e vi entra dalla porta principale, quasi a ricordarne l’importante Fiera Franca di Sant’Agostino ( già Fiera della Maddalena), nata nel XIV secolo e divenuta nel XVIII una delle più importanti in Europa. I Portici Ercolani e il Foro Annonario che qui appaiono ben in evidenza, accompagnano il turista all’interno del centro urbano che conserva un’intatta struttura medievale e la splendida Rocca Roveresca del Laurana e del Pontelli, che fu prima ancora torre romana, Rocchetta Albornoziana, Rocca Malatestiana.

Anche di Senigallia ho un ricordo particolare, perché negli anni ’70 io e i miei fratellini calpestavamo già la Spiaggia di Velluto, prigionieri della Colonia dell’ENEL.
Oggi quel ricordo sbiadito ha assunto nuovi e più affascinanti contorni.

GIOCAMONDO è titolare del Format CityExplorer ed è proprietario di tutte le mappe prodotte fino ad ora e perciò ne ha i diritti esclusivi di utilizzo.

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Mappa di Urbino

Quando mi hanno chiesto di disegnare la mappa di Urbino, ammetto di avere avuta
una momentanea paralisi!
A Urbino ho studiato, l’ho vissuta e l’ho amata.
Si è presentata dunque l’occasione per conoscerne angoli quasi sconosciuti, ma anche riscoprirne luoghi familiari.
Per paura di non fare un lavoro dignitoso sono tornato più volte a prendere appunti, a respirarne l’aria.
Sono commosso come un innamorato e anche se la mia sposa non vi sembrerà vestita adeguatamente, sappiate che a me così piace…e anche molto!
Ve la mostro in grande per permettervi di apprezzarla in profondità (e perdonatemi per la fastidiosa texture di protezione che si vede in sovrimpressione).

GIOCAMONDO è titolare del Format CityExplorer ed è proprietario di tutte le mappe prodotte fino ad ora e perciò ne ha i diritti esclusivi di utilizzo.

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Sculture di sabbia: “ESTRELLA DEL MAR”

Quando guardo il mare immagino forme di vita che lo popolano, ignare di noi e dei nostri problemi “terreni”.
Non di rado capita di incontrare sul bagnasciuga una bottiglia, un pneumatico, un pioppo sradicato, ma anche grandi pesci giunti ormai al capolinea.
Volendo però sognare, ho immaginato un piccolo miracolo e l’ho chiamato “Estrella del mar”, perché dedicata ad una mamma speciale e alla sua bambina.
Una sirena da’ alla luce una nuova vita. La cura e la protegge…
Questa nuova stella è un simbolo di speranza, per noi e per tutti quelli che sognano una vita migliore.

Non amo rovinare i sogni che la scultura di sabbia incarna e per questa ragione alla fine me ne vado sempre senza voltarmi. So quale sarà il suo destino… ieri ho commesso l’errore di guardare per l’ultima volta questo miracolo: da un ombrellone si alza fulmineo un bambino seguito dal suo papà. Credevo volessero curiosare, come fanno tanti, ma non è stato così.
Il bambino da’ un calcio alla sirena e ci saltella sopra fino a raderla al suolo e voltandosi chiede l’approvazione del suo papà che continua la sua camminata indifferente e sorridente. Così sono bastati pochi secondi per vedere distrutto un lavoro di 7 ore …avrei preferito che lo facesse il mare!…

Il mondo è pieno di uomini a cui nessuno ha mai trasmesso l’amore e il rispetto per le cose!

sculture di sabbia: “CREAZIONE”

E’ divino quel gran desiderio di plasmare, di dar vita alla materia traendone una forma viva.
Questo desiderio è in ogni nostra cellula, perché noi siamo creati da mani grandi.
Imitiamo la creazione e così, in un moto circolare, questo gesto si trasmette a tutto ciò che incontriamo e tocchiamo.
Inaspettatamente i due corpi di sabbia prendono le sembianze di un cuore e quel cuore siamo noi, un’umanità fragile, che muore e rinasce ogni giorno.
Una strana coincidenza? due ragazzi, fratello e sorella, particolarmente presenti durante la genesi dell’opera, dovendo tornare a casa hanno salutato rivelando i loro nomi: Adam ed Eva!…e non è uno scherzo!

Labirinti

Le idee riescono a trovare l’uscita solo dopo aver attraversato un complicatissimo labirinto mentale, in cui raccolgono avanzi di memoria di viaggi, di libri, di immagini di film. E’ facile che si perdano, è opportuno allora tracciarne il cammino o lasciarsi dietro il classico filo d’Arianna per ripercorrerne a ritroso le origini.

Quando, nelle sale italiane, uscì “Il nome della rosa” di Jean-Jacques Annaud, ero uno studente prossimo alla maturità e ne rimasi affascinato e contrariato al tempo stesso.

Negli anni compresi quel mio sentimento contrastante: la conoscenza a cui oggi si può liberamente accedere, era un fatto affascinante e misterioso, ma per pochi eletti. Anche lì, dove pochi avevano a portata di mano tutti i tesori letterari dell’epoca, non vi era possibilità alcuna di progredire. Tutto ciò che era pericoloso per le coscienze, veniva censurato.

Oggi la cultura è una parola così generica, che non si sa più cosa voglia dire. Ogni ambito culturale ha le sue regole e i suoi censori, e spesso ci si muove in labirinti complicatissimi.

La scena che ho amato di più di quel film è la scoperta della biblioteca.

Ho ripercorso le varie sequenze, immaginando di essere all’interno della torre, protagonista di un bel rompicapo.

Sono affiorate alla memoria le scale illusorie di Escher, le stampe calcografiche del Piranesi della serie delle “Carceri” e le strabilianti opere d’ingegneria degli antichi costruttori di cattedrali.

Amo pensare che Jean-Jacques Annaud, dopo aver letto l’opera di Umberto Eco, producesse sogni poco tranquilli e che una notte, per trovare il bagno, dovette faticare non poco.

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