Ritratto di una famiglia speciale

Capita di rado che qualcuno mi chieda un ritratto di famiglia, ma questo è proprio particolare.
E’ stato un lavoro molto impegnativo come lo è certamente il percorrere a ritroso un’esistenza.
Mi ha permesso di apprezzare ancora di più il mio personale cammino,
i sogni, gli errori, gli amori e le discutibili scelte di vita, ma soprattutto gli incontri fatti lungo la strada.
Un ringraziamento speciale va al caro amico che ha voluto che io dessi forma al suo “albero genealogico”, ripercorrendo la vita di suo padre.
…La sua grande stima è anche un po’ della mia forza!

RITRATTIdiFAMIGLIAcopyright

In memoria della Shoah!

In ricordo della Shoah, ripropongo queste tre locandine, che sono la testimonianza di un
lavoro di ricerca di persone, fatti e documenti reali. Un lavoro che, nonostante le misere risorse e l’impegno appassionato di quattro instancabili personaggi, in poco meno di tre mesi ha portato a risultati importanti ed ha prodotto due mostre documentarie e fotografiche, convogliate fin da subito in un libro, che ha potuto vedere la luce soltanto 4 anni più tardi, il 25 aprile 2015, in occasione del settantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale e dalla liberazione di Auschwitz-Birkenau.

8-IL_PICENO_E_LA_SHOAH 9-STORIE_D'INTERNATI_E_DI_GIUSTI LOCANDINA PRESENTAZIONE VOLUME

Auguri Natale 2015

Auguro ad ognuno di voi tanta serenità… un tesoro che l’anima cerca senza sosta e che spesso si nasconde nella profondità delle cose più ovvie, più trascurate, più vicine,… più scontate!
Siate sereni e abbiate Fede, perché sta approdando una nave che trasporta un dono d’inestimabile valore: il vero Amore.
Buon Natale a tutti voi!

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Ex Voto – Proposta Concorso Tapirulan “SOS”

Ex-Voto

Voi non potete immaginare quale emozione, ritrovarsi in vetta al promontorio di fronte a quella porzione di Mediterraneo. Un colpo d’occhio che toglie il fiato! Ancora più sorprendente fu l’entrare in quella grotta naturale su cui sorgeva una chiesetta per molti solamente un bell’edificio da fotografare, ma per gli abitanti del paese sottostante, un vero e proprio santuario mariano.

Entrando, si salgono alcuni gradini scavati nella roccia, ma poi all’improvviso appare un muro e su questo muro una successione di quadri devozionali al quanto insolita.

Una di quelle composizioni che fanno pensare realmente ad una Madonna tutto fare, e che là, dove non riesce ad arrivare, ha sempre e comunque dei validi “collaboratori”, che qualcuno si è anche scomodato a ringraziare.

Una porzione in particolare mi ha colpito e questa è la versione dei fatti raccontata da un testimone:

“La nave era ormai in balia dei venti. Eolo non voleva proprio smetterla di provocare Poseidone, ma il Dio dei mari intervenne deciso a sedare la tempesta, arrotolando le onde col suo forcone.

Solo l’intervento della Madonna (indaffarata in altrettanti salvataggi avvenuti quello stesso giorno), evitò all’enorme bastimento il rovinoso impatto con la costa.

La luce del faro e le invocazioni dei paesani, contribuirono così al salvataggio della PROVIDENTIA.”

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La “mela” di Colombo

“Quando parliamo di navigatori pensiamo subito a quei sofisticati strumenti di bordo che utilizziamo spesso per perderci volutamente, che tanto ci tirano sempre e comunque fuori dai guai.
Questa volta vi parlo di un navigatore in carne ed ossa!

Cristoforo Colombo guarda fiducioso e fiero verso un orizzonte nebuloso. E’ il luogo in cui per il mondo di allora tutto termina!
Ogni certezza affoga nel dubbio di un mare tenebroso, che prima o poi traboccherà, come la minestra da un piatto, e farà precipitare nel vuoto chiunque ne voglia esplorare i confini.
Con una semplice bussola, una clessidra per misurare le giornate e una fede incrollabile in Dio e nella scienza, Cristoforo Colombo affronterà le sue paure e quelle dei suoi compagni di viaggio.
Spinti da venti costanti di Levante, vivranno tutti la paura di non poter più tornare indietro, ma all’improvviso ecco spirare venti da Ponente. Altri segnali rassicuranti, come balene (e non mostri marini), gabbiani e resti di vegetazione, danno sentore di approdo e poi sarà come sbarcare in Paradiso.

Questo genovese che possiede mappe sicure, il cui progetto è cominciato con papa Innocenzo VIII e che si firma Christo Ferens (esecutore delle volontà del Signore), avrà finalmente la prova certa che il mondo è come una grande mela.
E’ del 1492, il primo mappamondo terrestre che si chiamerà per l’appunto ERDAPFEL, che letteralmente vuol dire “MELA TERRESTRE”.

Questo è dunque l’omaggio ad un vero “navigatore”: ad un novello Adamo che fa vivere al mondo un nuovo inizio (ma morsa la mela…perderà il Paradiso). E’ l’omaggio anche a quell’America che diverrà nei secoli terra di conquista e sogno di una vita migliore.”

La "mela" di Colombo

 

Manifesto realizzato per gli Abetito Galeotta

Un portatore di musica e parole, che cammina avanti senza indugio. Un corpo e mille anime, quante ne riesce a conquistare. Perché la musica ha questo potere: conquista ed unisce e da parole ai nostri cuori. Attraversa le colline, le montagne; attraversa il tempo e la storia e porta sempre con se gli strumenti necessari a raccontarla… Si va avanti se si guarda indietro… Ogni sosta è una contaminazione…un dono reciproco…e finché si canterà la propria storia, ogni luogo sarà casa!

L’ALTRO FRANCESCO – Mostra di opere d’arte contemporanea per le vie di Ascoli

Vi ricordo che aggirandovi tra le vie e le rue di Ascoli Piceno, entro il 30 agosto,
potrete scorgere tra nicchie lunette e finestre murate,
le 63 opere che prendono spunto dal Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi. Esse fanno parte del progetto L’Altro Francesco
ed è possibile visitare la mostra dei bozzetti
esposti nella Sala dei Mercatori al Palazzo dell’Arengo.
Lì, troverete l’apposita mappa del percorso espositivo cittadino.

La mia opera, “Attraverso” si trova in Via del Teatro.

MARCO ZAINI “ATTRAVERSO”

pittura su tavola multistrato – tinte x legno, imprimitura nera acrilica, pigmenti cm.80×80

Una luce dietro l’orizzonte della storia, una luce intima, calda e amica, come un nuovo Sole o una nuova Luna.
Ci permette di dare un nome ad ogni cosa.
Questi luoghi ormai familiari sono stati attraversati da una grazia.
Un Santo li ha calpestati, li ha guardati, li ha amati, un Santo che ha portato la parola di libertà e lo sguardo amorevole di Cristo, ma ha portato con sé anche la sua miseria di uomo che non possiede nulla…
La corona di spine simboleggia l’amore di Francesco per Cristo al punto che egli stesso porterà su di sé i segni della crocefissione.
Le montagne che ci separano dal luogo in cui nacque questa stella della Fede, non sono più confine, muro, ma diventano la porta di accesso di un nuovo potere, né della Chiesa, né dell’Impero, ma della carità.
Non è un caso che questi monti facciano da corona alla nostra splendida città, una montagna che è luogo del mistero e dell’insondabile, luogo di fede e magia, di santi e sibille, via di tesori naturali, ricchezza di acqua e di sale, testa e cuore della valle.
Da quel dì Ascoli ha avuto una luce da seguire. Le mani di Francesco son divenute sostegno e operosità, la sua voce ci ha donato ali per volare liberi e i suoi occhi una pace dell’anima e un amore da imitare.
Mai nella nostra storia era piovuta tanta grazia in così tanta umiltà.
Dopo i vescovi-conti non si sapeva più cosa volessero dire castità, povertà e obbedienza e cioè cosa fosse la Fede in Cristo.
Attraverso il suo cuore e il suo sguardo, attraverso la sua parola e il suo Cantico, attraverso le sue mani, Francesco ci mostra la nostra città così com’era agli albori, ciò che egli stesso vide e che egli stesso amò.
Oggi continuano a volare gli aironi sui nostri fiumi, sotto i nostri ponti e vedo in loro un dono, qualcosa che ci è stato lasciato in eredità…ed ho pensato a Francesco e alle sue parole semplici di una terra sorella e madre e non è un caso che il quadro abbia questo tono “terroso”: terroso è il saio di Francesco, terrosi siamo noi che torneremo polvere e terra…terra sorella e madre!
Attraverso la terra tutto ciò che occorre per vivere e per lodare Dio della bellezza.

Marco Zaini, luglio 2015